
Prima dell’esecuzione capitale, spesso il prigioniero veniva torturato. Torneremo su questo tema, molto sentito da Evangelisti e presente nei romanzi risorgimentali, ad evidenziare la crudeltà dei governanti, stranieri e non. L’acquerello a sinistra mostra una delle torture più diffuse, quella della sospensione alla corda.
A destra invece è ritratto un confortatore che, come dice ancora Fanti, «assiste il condannato e affinché, durante il tragitto verso il patibolo, non guardi la folla degli astanti distogliendo la sua attenzione dai pensieri di rassegnazione e di salvezza eterna, gli mette davanti al viso la “tavoletta”. Questa era un’immagine sacra che i confortatori ponevano sotto gli occhi dei condannati fino al patibolo [...] per impedirgli di vedere ciò che poteva incutergli terrore e disperazione» (p. 101). È possibile vedere il confortatore con la tavoletta anche nella scena dell’impiccagione presentata in precedenza.
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Vestiari, usi, costumi di Bologna cessati nell’anno 1796. Raccolti da Giuseppe Guidicini nel MDCCCVIII.